31 gennaio 2011

Musei, mostre e bambini piccoli

A Milano hanno aperto, dagli inizi di dicembre, il Museo del Novecento nel Palazzo dell'Arengario. Noi siamo frequentatori di mostre e musei, con la nascita di Emma non ci siamo arresi e abbiamo fatto di tutto per continuare a frequentarli. Ho molti conoscenti che, con la nascita dei figli, hanno smesso di fare tante cose che una volta facevano in due, come andare alle mostre. Io credo che andare alle mostre e musei con i bambini sia una cosa che si fa in famiglia, che non è esclusiva degli adulti e che gli arrichisce fin da piccoli. Con i musei e le mostre succede come con i libri: si considerano i musei tempi sacri della cultura e i libri altrettanto, perciò sono tenuti lontano dai piccoli, gli si avverte che "non si tocca". Più tardi, ci si lamenta che i ragazzi non leggono, che non frequentano i musei tranne che nelle gite scolastiche, che la cultura è un disastro, ecc. 
Ho alcune idee un po' fuori dagli schemi riguardo ad alcune cose, non è detto che funzionino e che siano "eseguibili" da tutti hehehe... Io lascio che Emma tocchi i libri, gli sfogli, tutti i tipi di libri, i suoi libri, i miei libri. Il papà è più cauto con i suoi e allora gli abbiamo chiesto di tenersi i suoi libri da parte se non vuole condividerli. Ovviamente è capitato che Emma (che ha 12 mesi) strappi i fogli, se li mangi o che ci lasci una bella firma colorata dalle sue matite. Ultimamente capita meno che se li mangi o che gli strappi, invece abbiamo più "firme". Portiamo Emma anche alle mostre e musei.



Emma in alcune delle sue visite museali: sopra, a Valencia.
Sotto, nel Museo del Novecento

Portare un bambino a una mostra o museo va fatto d'accordo all'età che ha. Quando sono piccoli piccoli bisogna dire che è facilissimo: il piccolo in braccio, nel marsupio o nella fascia (MAI NELL'OVETTO, MAI... nell'ovetto/passeggino piangono) e ci si può girare con calma nella mostra. Il piccoletto dormicchia o si sveglia e si guarda un po' in giro, mamma e papà gli raccontano un po' le opere, ci si siede a riposarsi, se c'è bisogno di allattare, lo si fa, uno spazio si trova sempre. 


Quando il bimbo ha circa 6-9 mesi, la visita diventa più interattiva. Bisogna togliersi dalla testa che vi guardarete le cose come quando eravate solo voi, cioè, con un bimbo piccolo non è possibile fermarsi ad ammirare le opere mezz'ora. Non pensare neanche che potrete rimanere lì a godervi i piccoli particolari delle opere e queste cose qua, con i bimbi bisogna essere più dinamici. Più grandicelli, sicuramente anche la loro capacità di astrazione e concentrazione crescerà e potrete dedicarvi un po' di più all'ammirazione delle opere.
A 6-9 mesi, la mostra e il museo vanno visitati con i bimbi rigorosamente vicini a noi, in modo che capiscano cosa stiamo facendo guardando i muri e gli oggetti intorno. Gli si raccontano le cose che stiamo osservando. Molti musei e sale espositive hanno spazi di riposo, si può portare lì il bambino lì quando dà segni di starsi annoiando. Lo si lascia muoversi, stiracchiarsi, si fa merenda (se è ora), e si torna a casa. 
A 12 mesi la visita a musei e mostre diventa molto più movimentata, almeno con Emma. Ha cominciato a fare i primi passi da sola, si è fatta tutto il Museo del Novecento tra braccia della mamma, papà i passi suoi. Ha goduto molto nello spazio aperto del terzo piano dove si trova il neon luminoso di Italo Rota e la grandiosa opera di Lucio Fontana apesso dal soffitto. Ha anche amato molto le grandi finestre e ha esplorato tutte le sale a suo piacimento. Gli si può spiegare con meno calma le cose a meno che lei non dimostri interesse. È inutile fermarsi a raccontargli la storia e i particolari di "Il Quarto Stato" : )
L'attirano molto i colori forti o contrastanti, certe forme. Ama le nicchia, la parte bassa dei tavoli, i pulsanti e anche le prese, vuole anche toccare le sculture e le opere. Per i genitori diventa un bel lavoro portarla alle mostre, torniamo estenuati tutti, ma non smetteremo di portarla mai : )

La mobilità di una bimba che scopre il prodigio di camminare:




Emma nel negozio del Museo del Novecento.
Da qualche dovrebbe esserci uno spazio per i bimbi, nell'interrato.
Speriamo sia vero, ora è chiuso.



1 commento:

  1. Condivido in pieno il tuo pensiero, anche noi abbiamo sempre portato ovunque i figli.
    E' stancante all'inizio, però poi imparano loro a pazientare, ad ammirare ciò che li circonda e anche ad apprezzare il tempo trascorso in maniera "diversa" con mamma e papà... e noi genitori impariamo a pazientare di più, ad ascoltare meglio i nostri bimbi e le loro esigenze, e a goderceli...non so se mi sono spiegata :-)

    Pure riguardo al toccare, Zaira sfoglia più volentieri dizionari e vecchi libri di scuola dei fratelli che i librettini da bimba. E poi adora frugare tra i miei bottoni, mettere le manine in mezzo alla scatola dei nastri, toccare tutte le mie stoffine...

    I "no" vanno detti solo in caso di effettivo bisogno, per il resto basta insegnare in che modo toccare/usare/manipolare tutti gli oggetti di casa.

    E, appunto, mettere al sicuro le cose che abbiamo più care. L'unica cosa che ho messo via in luogo inaccessibile è il servizio da the-caffè in porcellana inglese...per il resto la mia casa è a misura di bimbi.

    Un bacione e buon inizio di settimana, Patty

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